Il
documento è protetto da copyright. Fatene un uso strettamente personale. E'
vietato qualsiasi ulteriore atto di utilizzazione (reimmissione in rete,
diffusione, riproduzione in copia) senza la dovuta autorizzazione o citazione della
fonte di provienienza. Pippo Panascì www.ibeans.it
Pannolini
usa e getta
A volte, nell'interesse della purezza ecologica, certe
cause discutibili si trasformano in tendenze ben affermate fra le persone
colte. La grande controversia sui pannolini usa e getta è un esempio della
nostra incapacità di capire come funziona l'ecosistema Terra.
La controversia scoppiò quando si scoprì che i
pannolini per neonati con involucro o mutandine di plastica (come pure altre
cose di plastica) non sono degradabili, ma andavano a riempire le discariche
in tutto il paese.
Turbati da questo esempio dell'Uomo inquinatore, gli
ambientalisti americani chiesero lo sviluppo di una plastica biodegradabile.
A rischio di incorrere nell'ira dei fornitori di
saggezza convenzionale, vorremmo che il lettore si ponesse due domande: da
dove è venuto il materiale usato nella plastica? e dove finirà se non andrà
nelle discariche?
La risposta alla prima domanda è facile; praticamente
tutta la plastica è prodotta con derivati del petrolio. Il carbonio presente
nella plastica, quindi, fu tratto dal sottosuolo, dove cominciò la sua
esistenza milioni di anni fa in una palude preistorica. Anche la risposta alla
seconda domanda dovrebbe essere ovvia: se il carbonio non resterà in una
discarica, tornerà nell'atmosfera sotto forma di anidride carbonica e
contribuirà aU'effetto serra.
Può darsi, in altri termini, che la coscienza
ecologica in America stia conducendo a un altro esercizio nella legge delle
conseguenze indesiderate.
Come i loro predecessori industriali inquinatori, i
fautori della plastica biodegradabile dimenticano che gli atomi vengono
riciclati di continuo nella biosfera, e non sono eliminati solo perché non li
vediamo.
È meglio pensare a usare meno plastica o a riciclare
quella che abbiamo, piuttosto che prendere carbonio dal suolo ed essere quindi
certi che prima o poi finirà nell'atmosfera.
Le scorie
nucleari
La buona notizia sui reattori nucleari è che sono
capaci di generare elettricità senza aggiungere anidride carbonica all'atmosfera,
e quindi senza contribuire all'effetto serra. La notizia cattiva è che anch'
essi configurano un proprio
complesso di potenziali rischi ambientali, e primariamente
quelli connessi all' eliminazione di materiali radioattivi una volta che i
combustibili fissili in essi contenuti siano stati «bruciati ».
La tecnologia dell'eliminazione delle scorie nucleari
è stata al centro di una grande quantità di ricerca e sviluppo nel corso degli
ultimi vent'anni, anche se il
problema è stato affrontato seriamente solo molto
tempo dopo il periodo iniziale
dello sfruttamento dell'energia atomica, in cui vigeva
il principio semplicistico « seppelliscile e dimenticatene ». Le tecniche
moderne per l'eliminazione delle scorie nucleari si fondano sul fatto che le
proprietà chimiche di un atomo sono indipendenti dal fatto che il nucleo sia o
no radioattivo.
L'eliminazione delle scorie ha inizio con un periodo
di immagazzinamento di dieci o più anni, durante i quali decadono i nuclei con
periodo di dimezzamento breve.
Quelli che hanno un periodo di dimezzamento lungo
vengono inclusi in vetri composti primariamente da silicio, boro e ossigeno:
questi vetri stabili dovrebbero contenere gli atomi radioattivi
per migliaia di anni fino a che i nuclei non siano decaduti. Il vetro
radioattivo viene racchiuso in un contenitore formato da vari strati di
cemento e di acciaio inossidabile. Il piano attuale è quello di seppellire
questi contenitori in un deposito sotterraneo federale, anche se continua a
infuriare la lotta politica sull'ubicazione di tale deposito.
La preoccupazione principale è quella che in un futuro
più o meno lontano
l'acqua sotterranea entri in contatto con i materiali
radioattivi e li riporti nella biosfera. Dato il tempo che l'acqua
impiegherebbe a dissolvere il vetro
(per non parlare dell'acciaio e del cemento), noi
pensiamo che questo progetto rappresenti la migliore garanzia che si possa
avere in un mondo imperfetto contro una futura contaminazione.
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Pippo Panascì www.ibeans.it
Rif. “La
scienza per tutti “ Autori: Robert
M.Hazen – James Trefil