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senza la dovuta autorizzazione o citazione della fonte di provienienza. Pippo Panascì www.ibeans.it
L'effetto
serra
Benché si possa prendere in
considerazione la possibilità di eliminare i materiali che causano piogge acide
dalle ciminiere o dai tubi di scarico, o addirittura di passare a
combustibili « puliti» che non producano quei materiali, ogni volta che bruciamo
un combustibile fossile, per quanto pulito, è inevitabile la produzione di
alineno un gas inquinante: l'anidride carbonica. Ogni volta che si va in
automobile, che si cucina o che si usa una luce elettrica, si contribuisce a
incrementare, direttamente o indirettamente, la quantità di anidride
carbonica nell'atmosfera.
Quest'aggiunta di anidride
carbonica all'atmosfera dà origine a quello che gli scienziati chiamano «
effetto serra». In una serra (o anche in un'autovettura con i vetri chiusi
parcheggiata all'aperto) la luce del Sole passa attraverso i vetri e viene
assorbita dai materiali contenuti all'interno. Il materiale riscaldato
restituisce poi sotto forma di radiazione infrarossa l'energia ricevuta, ma
poiché il vetro è opaco alle lunghezze d'onda infrarosse l'energia rimane
intrappolata, riscaldando l'interno della serra o dell'automobile. Come il
vetro, l'anidride carbonica lascia passare la luce visibile proveniente dal
Sole, ma assorbe la radiazione infrarossa che sale dal suolo, trattenendo questo
calore nell'atmosfera anziché permettergli di evadere nello spazio.
L'espressione «effetto serra», nella sua applicazione alla Terra, si
riferisce alla possibilità di un innalzamento globale della temperatura in
conseguenza dell'accumulo di anidride carbonica verificatosi
dall'inizio della Rivoluzione industriale a causa della combustione
massiccia di combustibili fossili.
Dovremmo fare varie
osservazioni sull'effetto serra. Innanzitutto, nell'atmosfera c'è sempre
stata anidride carbonica, cosicché non stiamo introducendo nell'ambiente una
sostanza del tutto nuova. In effetti, in assenza dell'effetto serra
parziale dovuto all'anidride carbonica naturalmente presente
nell'atmosfera, la temperatura alla superficie della Terra si aggirerebbe
attorno a 30 gradi sotto zero. In secondo luogo, l'anidride carbonica è solo uno
dei vari «gas dell'effetto serra», capaci cioè di assorbire la radiazione
infrarossa, prodotti dagli esseri umani, cosicché il problema non è limitato
alle conseguenze dei combustibili fossili. Sostanze comuni come il metano (il
gas naturale) e persino il vapore acqueo possono contribuire all'effetto
serra. Pare nondimeno che nel problema dell'effetto serra l'anidride
carbonica sia il principale indiziato.
Infine, una grande controversia
è in corso nella comunità scientifica su quasi tutti gli aspetti dell'effetto
serra, e molte fra le dichiarazioni estreme che si sentono dovrebbero essere
interpretate nei termini di tale controversia. Gli scienziati sono d'accordo su
due fatti: l'anidride carbonica è un gas che produce l'effetto serra, e la sua
quantità è in aumento. C'è però un forte disaccordo fra gli scienziati su due
aspetti cruciali dell'effetto
serra: l) il problema se il riscaldamento dovuto all'effetto serra sia già
cominciato, e 2) il problema del livello che tale riscaldamento potrà
raggiungere.
Il primo problema è reso più
complesso dalle grandi fluttuazioni che il clima presenta normalmente da un
anno all'altro, e alcuni anni anormalmente caldi (o anormalmente freddi) non
indicano necessariamente l'inizio di una tendenza. Fra i meteorologi,
inoltre, c'è un diffuso dibattito sull'attendibilità delle registrazioni
esistenti sul clima. Un esempio del tipo di problemi che deve affrontare chi
cerchi di accertare una tendenza all'aumento della temperatura è il seguente: le
stazioni meteorologiche per la previsione del tempo a lungo termine che
presentano la maggiore attendibilità sono quelle localizzate nei principali
aeroporti, e le aree che circondano queste stazioni hanno conosciuto negli
ultimi due decenni un'intensa urbanizzazione. Se una tale stazione registra una
«tendenza» all'aumento di un grado della temperatura, dobbiamo imputare questo
aumento all'effetto serra o a tutto il cemento che è stato usato
recentemente nell'area?

Il contenuto in anidride
carbonica dell'aunosfera a partire dal 1958
presenta una fluttuazione
annuale (connessa al ciclo di crescita delle piante)
sovrapposta a un aumento
percentuale complessivo del 12 per cento.
L'aumento complessivo (che
potrebbe ammontare al 25 per cento
rispetto ai livelli anteriori
alla Rivoluzione industriale) conduce a preoccupazioni
circa le possibili conseguenze
dell'effetto serra
Per affrontare il problema
degli effetti ultimi dell'aggiunta di anidride carbonica all'atmosfera, gli
scienziati usano programmi giganteschi per computer chiamati modelli di
circolazione generale (MCG). Di norma essi usano un modello di Terra con
un'atmosfera che abbia un contenuto di anidride carbonica doppio rispetto alla
norma, e poi lasciano girare il programma per vari giorni o settimane. Il
risultato è una previsione dell'aumento medio della temperatura su scala
globale. Fino a poco tempo fa la maggior parte dei modelli concordavano su un
aumento di temperatura globale dell'ordine di 1,5-5 gradi Celsius: un
valore non senza precedenti nella
storia della Terra e
corrispondente grosso modo all'aumento di temperatura verificatosi dalla fine
dell'ultima epoca glaciale a oggi.
Quella che è senza precedenti è
la rapidità del mutamento, circa dieci volte maggiore rispetto a qualsiasi
periodo noto in passato.
Gli scienziati si chiedono se
la biosfera sarà in grado di adattarsi a un riscaldamento così rapido. Ci sono
però gravi obiezioni alle predizioni degli MCG. Le più gravi riguardano il ruolo
delle nubi nel clima globale.
Per ragioni tecniche, i
computer scompongono la superficie della Terra in quadrati di circa 500 km
di lato, troppo grandi per poter affrontare realisticamente il problema delle
nubi, che normalmente hanno un diametro compreso fra qualche chilometro e
qualche decina di chilometri.
Poiché le nubi sono in grado di
riflettere nello spazio la luce del sole prima che essa raggiunga la superficie
della Terra, trattandole in modo non realistico si rischia di rendere
inutilizzabili le previsioni del modello.
Nel 1989, per esempio, gli
scienziati del British Meteorological Office riuscirono a comporre un MCG che
trattava più realisticamente qualche aspetto della formazione delle nubi e
trovarono che l'aumento totale previsto della temperatura sarebbe di soli 2
gradi circa (anziché di 5).
Secondo noi l'effetto serra è
il problema ambientale più difficile e potenzialmente dannoso che si ponga oggi
alla specie umana.
La difficoltà deriva dalle
incertezze (delineate sopra) nella nostra conoscenza delle cause e degli effetti
fondamentali, conoscenza che è necessaria per valutare sia la grandezza sia la
probabilità della minaccia.
Il problema è ulteriormente
aggravato dal fatto che, per contrastare l'effetto serra, si richiederà, se
necessario, uno sforzo massiccio e senza precedenti, da parte sia delle nazioni
industrializzate sia di quelle in via di sviluppo, per ridurre l'uso di
combustibili fossili.
Si stima che la riduzione delle
emissioni della sola anidride carbonica negli Stati Uniti comporterà un costo di
vari bilioni di dollari. Intraprendere sforzi del genere in presenza di dati
scientifici ambigui e contraddittòri non è facile nel mondo politico.
Se diventerà chiaro che il
problema è reale, si dovranno intraprendere una serie di passi come i
seguenti:
- mettere fine alla rapida
distruzione delle foreste pluviali in Amazzonia. Gli alberi
estraggono anidride carbonica
dall'aria e la accumulano nei loro tessuti,
contribuendo in tal modo a cancellare
l'effetto dei combustibili fossili.
Gli alberi morti restituiscono il
carbonio all'atmosfera, aggravando il problema.
Piantare nuove foreste per ridurre la
presenza di carbonio nell'atmosfera. I calcoli
indicano che l'estensione di nuove
foreste necessaria per contrastare l'effetto serra
è compresa fra l'area della
Pennsylvania e quella degli Stati Uniti a ovest del
Mississippi (in Europa, fra quella
dell'Italia settentrionale e quella dell'Europa
esclusi i paesi ex
comunisti).
. Consumare minori quantità di
combustibili fossili. Fra i prowedimenti suggeriti in
quest'area si va dallo
sviluppo di autovetture e impianti di riscaldamento che
assicurino la massima efficienza
nell'uso del carburante o del combustibile (il
cosiddetto approccio conservativo) a una
completa ristrutturazione della società
industriale per eliminare la
dipendenza da automobili a benzina e per sviluppare
centrali elettriche solari e nucleari
completamente sicure e affidabili.
Noi crediamo che le ricerche in
quest'area debbano essere perseguite con la massima energia, in modo da poter
definire nel modo più chiaro i rischi e le conseguenze dell'effetto serra.
Nel frattempo, semplici criteri
di prudenza suggeriscono l'opportunità di adottare alcune misure nello
stesso orientamento di quelle delineate sopra, più o meno nello stesso
spirito in cui si stipulano assicurazioni contro varie eventualità
negative. Dopo tutto, piantare un albero è sempre una buona cosa, effetto serra
o no.
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Rif. “La scienza per tutti “ Autori: Robert M.Hazen – James
Trefil