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http://www.ibeans.it di Pippo Panascì
L'ingegneria
genetica
La struttura a doppia elica del
DNA fu scoperta nel 1953, da Francis Crick e James Watson.
Nel breve periodo di tempo
trascorso da allora si è verificato un aumento enorme nella nostra capacità di
comprendere la vita al livello molecolare.
Una conseguenza di queste
ricerche è stata l'acquisizione della capacità di manipolare le molecole di DNA
in organismi viventi per produrre in essi mutamenti fondamentali.
Questa capacità ha dato origine
a sua volta a una nuova industria, chiamata in modo un po' vago ingegneria
genetica.
A nostro avviso questa nuova
tecnologia in pieno sviluppo ha la possibilità di superare l'industria
della microelettronica, sia in vista della comprensione del funzionamento della
natura sia per le conseguenze che potrà avere sulla nostra vita
quotidiana
L'operazione centrale
nell'ingegneria genetica è la produzione di DNA ricombinante, ossia
l'intervento sulla molecola di DNA, con taglio e saldatura di frammenti della
molecola (geni).
Pur essendo un'attività
complessa in pratica, l'idea centrale è semplice.
Il biologo usa un enzima
particolare per operare tagli nella molecola del DNA, della quale lascia libere
varie basi. Viene poi avvicinato un altro filamento di DNA tagliato in modo
simile. Se le basi sono complementari (cioè se a una base A libera su un
filamento corrisponde una base T libera sull'altro), i due tratti di DNA possono
legarsi o, come si dice in linguaggio tecnico, «ricombinarsi ».
Ne risulta un nuovo
filamento di DNA, contenente insiemi di geni forniti da ciascuna delle due
molecole originarie. E se l'operazione di taglio e ricombinazione di tratti
di DNA può essere eseguita una volta, la si potrà anche ripetere due o più
volte, cosicché questa tecnica può essere usata per inserire geni da un
filamento di DNA in un altro.
Esistono molti modi per
applicare la tecnologia in sviluppo del
«trapianto di geni ». Una
tecnica comune implica l'estrazione di molecole di DNA da batteri,
l'inserzione in esse di un gene e il successivo reinserimento della molecola
alterata nel batterio. Per esempio, si può inserire in questo modo in un
batterio il gene umano che produce l'insulina, ed estrarre poi l'insulina così
prodotta dal batterio alterato e dai suoi discendenti. Oggi gran parte
dell'insulina usata nel trattamento dei diabetici viene prodotta in questo modo,
che rappresenta un grandissimo miglioramento rispetto alla tecnica
tradizionale, consistente nell'estrarla dal pancreas di maiali morti. Anche il
farmaco interferon, usato nella lotta contro il cancro, viene prodotto
commercialmente da DNA ricombinante, e molti altri farmaci saranno prodotti
probabilmente in futuro con i metodi dell'ingegneria
genetica.
Un'altra possibilità è quella
di trapiantare un gene nell'ovulo di una pianta o di un animale per
produrre una prole con caratteristiche genetiche nuove.
Sono già stati prodotti in
questo modo piante resistenti al gelo, maiali che guadagnano peso più
rapidamente e topi di laboratorio il cui sistema immunitario è simile a quello
dell'uomo.
L'incubo supremo della
fantascienza, l'essere umano prodotto dall'ingegneria genetica, appartiene per
fortuna a un futuro ancora lontano.
Il progetto
del genoma umano
Nei prossimi anni sentiremo
parlare spesso del progetto del genoma umano, il primo progetto di grande
impegno finanziario proposto per le scienze biologiche. L'obiettivo di
questo progetto è quello di produrre un elenco completo, coppia di
basi per coppia di basi, dell'intero codice genetico umano: tutt' e 23 le coppie
di cromosomi con circa tre miliardi di coppie di basi. (Una rassegna base
per base viene detta sequencing, determinazione sequenziale, in
contrapposizione a mapping, mappatura, che corrisponde alla semplice
localizzazione dei geni lungo il DNA.) I microbiologi stimano che il progetto
potrà essere completato in un decennio circa, con un costo dell'ordine di
tre-quattro miliardi di dollari. Il progetto del genoma fornirà una chiave per
capire e forse infine per curare centinaia di malattie genetiche. Ma
quand'anche non dovesse avere altro risultato oltre a quello di stimolare
la tecnologia dell'ingegneria genetica, varrebbe comunque la pena di
affrontarne il costo per quanto elevato.
regolazione
dei geni e differenziamento delle cellule
Ogni cellula nel nostro corpo
(eccezion fatta per le cellule sessuali) contiene esattamente lo stesso DNA, e
perciò esattamente gli stessi geni. Eppure non tutte le cellule svolgono la
stessa funzione. Per esempio, tutte le cellule contengono il codice per la
produzione dell'insulina, ma solo un numero relativamente piccolo di cellule nel
pancreas svolgono effettivamente questa attività. La maggior parte dei geni
in una cellula non vengono mai usati. Il mistero del modo in cui i geni vengono
attivati e disattivati (o «regolati») è un'area in cui oggi si stanno compiendo
molte ricerche.
Il problema potrebbe essere
connesso a un altro aspetto della genetica molecolare: l'esistenza del
cosiddetto DNA «inutile» o DNA «parassita ». Solo il 5 per cento circa del DNA
contenuto nel nostro corpo viene in realtà occupato dai nostri geni. La funzione
della parte restante, che si alterna ai geni in tutti i cromosomi, non è
chiara. I biologi erano soliti pensare che non venisse affatto usata.
Oggi però si sta cominciando a
pensare che questo DNA potrebbe contenere informazioni per l'attivazione e
disattivazione dei geni. In questo caso il DNA « inutile » risulterebbe in
effetti altrettanto interessante dei geni.
Un altro problema strettamente
associato a quello della regolazione genica implica !'interrogativo di come gli
organismi complessi si sviluppino da una singola cellula. Tutte le cellule
del nostro corpo sono derivate da una singola cellula, ma sono oggi molto
diverse l'una dall'altra e non potrebbero più trasformarsi l'una nell'altra. Il
difIerenziamento cellulare è uno fra gli argomenti di maggiore interesse
dell'embriologia.
Pare che il DNA non codifichi
solo le informazioni per la produzione delle proteine e per la regolazione
genica, ma che contenga anche istruzioni per l'attivazione o disattivazione
dei geni a seconda di come altre cellule si stanno sviluppando altrove
nell'organismo.
I biologi hanno appena
cominciato a scalfire la superficie di questo complesso problema, e
noi non avremo una comprensione completa della genetica molecolare fino a quando
non avremo compreso la regolazione dei geni e il difIerenziamento delle
cellule
Il DNA jingerprinting
«La pista del DNA ha permesso
di chiudere il caso dell'omicidio.»
Titoli come questo, che si
riferisce all'arresto di un violentatore e omicida trentaquattrenne alla
periferia di Washington, stanno diventando abituali.
In questo caso la polizia aveva
rapidamente identificato un individuo sospetto fondandosi su abbondanti prove
indiziarie, ma non c'erano impronte digitali e nessun testimone del delitto.
L'omicida aveva però lasciato
sul posto del delitto una traccia che permise di identificarlo: le sue
cellule spermatiche, con la sua configurazione genetica unica contenuta nel
DNA.
Il genetic fingerprinting,
ossia alla lettera il « rilevamento dell'impronta digitale genetica», è una
tecnica di identificazione la quale si fonda sull'assunto che il DNA di ogni
persona è diverso da quello di ogni altra.
I tecnici isolano il DNA dal
sangue, dalla saliva, dai follicoli piliferi o dallo sperma e lo immergono in
una soltizione di enzimi che rompono i filamenti del DNA in migliaia di
frammenti minori.
I frammenti di DNA vengono
immersi in un materiale simile a gelatina e sottoposti a un forte campo
elettrico, che separa tutti i pezzetti per grandezza e comportamento elettrico
(alcuni frammenti si muovono nel campo elettrico più velocemente di altri).
Ne risulta una configurazione a
strisce che assomiglia ai codici a barre riportati su molti prodotti (anche su
questo libro). Purché si posseggano sufficienti dettagli, il «codice a
barre» genetico di ogni persona è unico come un'impronta
digitale.
Gli investigatori confrontarono
le configurazioni di DNA estratte dal sangue e dalla saliva dell'indiziato con
quelle del seme trovato sulla scena del delitto.
I due codici a barre
coincidevano, e secondo gli specialisti dell'FBI
solo una persona su
300.000 avrebbe potuto presentare una configurazione
simile.
Non tutti gli scienziati
accettano la prova del DNA come una prova infallibile. Le tecniche di
laboratorio per isolare e analizzare il DNA tratto da poche cellule sono
difficili e soggette a una varietà di errori sperimentali.
È essenziale un attento
controllo delle procedure d'esame; un paio di casi di cui si parlò molto sulla
stampa non si risolsero con la condanna dei presunti colpevoli a causa dell'uso
di metodi impropri.
Anche se i test vengono
eseguiti correttamente, non è sempre facile calcolare la probabilità che una
corrispondenza sia abbastanza distintiva da risultare convincente. L'FBI è
nondimeno favorevole alfingerprinting genetico e ha introdotto la prova del DNA
in centinaia di processi penali.
Lo stesso metodo si applica
comunemente nei processi per il riconoscimento o il disconosci mento di
paternità. Poiché un bambino eredita metà del proprio corredo genetico da
ciascun genitore, spesso gli scienziati sono in grado di dire con certezza se
due persone hanno o no uno stretto rapporto di
consanguineità.
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http://www.ibeans.it di Pippo Panascì “La scienza per tutti “ di
R.M.Hazen–James Trefil
Ed. CDE Spa Milano su licenza
Longanesi & C