Il documento è protetto da
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atto di utilizzazione (reimmissione in rete, diffusione, riproduzione in copia)
senza la dovuta autorizzazione o citazione della fonte di provienienza. Pippo Panascì www.ibeans.it
Come si
formarono le galassie?
Fino alla formazione degli
atomi, la materia nell'universo interagiva prontamente per mezzo della
radiazione. Se la materia avesse cominciato a raccogliersi insieme in galassie
prima del traguardo dei 500.000 anni, le forze esercitate dalla radiazione
avrebbero dissolto tali concentrazioni. Una volta formatisi gli atomi, la luce
poté muoversi facilmente attraverso la materia e l'universo divenne
trasparente. Solo allora può essere cominciata la concentrazione di materia a
costituire galassie. Subito dopo, però, l'espansione di Hubble avrebbe
determinato una rarefazione tale della materia da rendere impossibile ogni
formazione. Questo è il problema centrale della formazione delle galassie,
problema reso oggi ancora più complicato dal fatto che ogni teoria che fornisca
un modo per aggirare questa difficoltà deve spiegare anche perché le galassie
stesse tendano a formare superammassi, separati fra loro da immensi vuoti
intergalattici.
L'ipotesi migliore formulata
dai cosmologi è che l'invisibile «materia oscura» possa costituire una
forma abbondante, anche se non ancora scoperta, di massa nell'universo. Questo
materiale ipotetico non diffonde la radiazione, e perciò potrebbe essersi
aggregato molto tempo prima della materia ordinaria. Si pensa che la materia
oscura fosse già riunita nei superammassi quando si formarono gli atomi, e che
in seguito abbia attratto la materia ordinaria in strutture
preesistenti.
OsselVando il movimento di
concentrazioni di atomi di idrogeno lontano dai bracci spirali di galassie, gli
astronomi hanno concluso che nelle galassie c'è molta più materia di quella che
risplende. Alcuni ricercatori credono che questa materia oscura costituisca
almeno il 90 per cento della massa totale nell'universo. La scoperta
dell'ubicazione della materia oscura e della sua quantità è oggi una
frontiera dell'astronomia di osselVazione, mentre il tentativo di
immaginare
quale ne sia la natura rimane
una sfida per i teorici. Una cosa, però, sembra chiara. Qualunque cosa essa sia,
la materia oscura dev' essere diversa da tutto ciò che noi abbiamo prodotto
fino a oggi nei nostri laboratori.
Da che cosa
ebbe origine l'universo?
Benché la domanda da che cosa
abbia avuto origine l'universo si ponga immediatamente ai più quando
pensano al big bang, essa non riceve molta attenzione da parte dei
cosmologi. Gli scienziati non pensano di possedere gli strumenti per
affrontare il problema in modo intelligente, anche se alcuni spiriti intrepidi
hanno cominciato a tracciare la via per noi.
Una cosa da notare è che in
linea di principio non c'è alcuna difficoltà nella creazione di materia dal
vuoto. La materia non è altro che un'altra forma dell'energia, e può essere
prodotta se l'apporto di energia viene controbilanciato da qualcos'altro.
Per l'universo questo «qualcos'altro»potrebbe essere energia negativa nel campo
gravitazionale. Se così fosse, la creazione dell'universo potrebbe essere come
scavare un buco: si avrebbe da una parte un cumulo di terriccio (la materia
visibile), controbilanciata dall'altra da un buco (il campo gravitazionale). Il
processo è miracoloso solo se si ignora il buco e si insiste sulla tesi che la
materia sia apparsa -« dal nulla ».
L'universo è «
piatto
»
?
Se nell'universo c'è abbastanza
massa, l'espansione di Hubble finirà con l'arrestarsi, forse per invertirsi
nel collasso cosmico. Lè teorie che predicono l'inflazione a 10-33 di
secondo, predicono anche che la quantità totale di massa nell'universo
sia esattamente uguale a quella che si richiede per arrestare l'espansione. Nel
gergo degli astronomi, ci si attende che l'universo sia piatto. Stimando la
materia oscura, possiamo spiegare con essa il 30 per cento circa di questa
massa attesa. Dov'è la parte restante, se esiste?
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Rif. “La scienza per tutti “ Robert M.Hazen – James
Trefil