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di Pippo Panascì
Rif. “La
scienza per tutti “ Robert M.Hazen
– James Trefil Ed CDE Spa su licenza Longanesi & C
La fisica delle
particelle
NELLE viscere della terra al di sotto del terreno
collinoso della Ellis County a sud di Dallas, nel Texas, sta cominciando a
prender forma un progetto di costruzione gigantesco. Miliardi di dollari
dei contribuenti americani saranno spesi per scavare un tunnel circolare lungo
84 km destinato ad alloggiare il massimo laboratorio di fisica del mondo.
Il Superconducting SuperCollider (ssc) è il più grande progetto di
costruzione di alta tecnologia mai tentato finora. Se verrà portato a
compimento, sarà la macchina più importante su questa particolare frontiera
della scienza sino al XXI secolo inoltrato. Il costo previsto (8 miliardi
di dollari o più, ossia circa 30 dollari per ogni cittadino - uomo, donna o
bambino degli Stati Uniti) ha però scatenato molte discussioni sia
all'interno ~ia all'esterno della comunità
scientifica.
Scoprire la natura della materia è un po' come
desquamare una cipolla. Gli atomi sono composti da elettroni e da nuclei. I
nuclei, pur essendo composti principalmente da neutroni e pro toni, sono luoghi
complessi in cui turbinano centinaia di tipi diversi di particelle elementari,
le quali vengono create e assorbite in ogni istante. E queste stesse
particelle non sono in verità «elementari », ma sono composte da cose
ancora più elementari.
Oggi siamo in procinto di scoprire la teoria definitiva,
nota come «Teoria di Tutto» (Theory 0/ Everything), la quale potrebbe
fornirci, dopo una ricerca di due millenni, una comprensione dettagliata di
come il nostro universo è costruito e ordinato al livello più fondamentale. Alla
base di tale teoria c'è un'idea chiave:
Tutto è
composto in realtà da quark e leptoni.
Nuclei e particelle
subnucleari
Protoni e neutroni sono solo due delle decine di
particelle diverse presenti all'interno del nucleo di ogni atomo. A
cominciare dagli anni cinquanta la frontiera della fisica si èspostata da
uno studio delle proprietà dei nuclei a uno studio delle particelle che si
trovano al loro interno: un campo chiamato fisica delle particelle elementari, o
fisica delle alte energie. Questa rimane la frontiera di oggi, anche se
attualmente sappiamo su queste particelle molto di più di quanto sapevamo
quarant'anni fa.
Lo studio delle particelle che compongono il nucleo ebbe
inizio negli anni trenta, quando i fisici studiavano i raggi cosmici. Queste
particelle ad alta velocità, principalmente protoni, vengono prodotte nelle
stelle e investono di continuo la Terra dallo spazio. Quando una particella
dei raggi
cosmici colpisce un nucleo, possono accadere due cose:
1)
essa può rompere il nucleo, proiettandone intorno le
particelle componenti e dando in tal modo agli scienziati
un'opportunità di osservarle; e 2) una parte dell'energia cinetica della
particella dei raggi cosmici può essere convertita in massa creando nuove
particelle.
Per ricordare sinteticamente i punti salienti di una
lunga storia, negli anni cinquanta gli scienziati avevano osservato decine di
nuovi tipi di particelle prodotte da collisioni di raggi cosmici con nuclei
atomici. Tutte queste particelle erano instabili: esse sopravvivevano solo
per breve tempo e poi decadevano, come i nuclei radioattivi, dando origine a
vari tipi di altre particelle. Oggi gli scienziati costruiscono grandi macchine
chiamate acceleratori per produrre fasci di protoni o di elettroni da usare come
proiettili, in sostituzione dei raggi cosmici, per colpire nuclei o atomi. Di
conseguenza l'elenco delle particelle elementari è salito a varie
centinaia.
In questa proliferazione di particelle «elementari»
diventano chiare alcune regole generali di organizzazione. Esistono
fondamentalmente due tipi di particelle: quelle implicate nella struttura (e
sono la grande maggioranza) e quelle implicate in forze.
Il protone, il neutrone e l'elettrone, tutti componenti
fondamentali dell'atomo, sono esempi del primo tipo di particelle. Li si
può pensare, congiuntamente ad altre particelle, come i mattoni con cui è
costruito l'universo: le cose che, messe insieme in diverse configurazioni,
compongono tutto ciò che esiste.
Il
fotone - il quanto della luce comune - rientra nella seconda classe di
particelle. Come vedremo fra poco, il trasferimento di fotoni fra oggetti
carichi .crea la forza elettromagnetica che, tra le altre cose, tiene gli
elettroni nelle loro orbite. Il fotone e le particelle della sua classe sono
quindi il cemento dell'universo, di cui tengono assieme i mattoni. Nel gergo
della fisica delle particelle, sono chiamati particelle di gauge. Fra i «
mattoni» c'è un'altra distinzione importante. Alcune particelle, come il
protone e il neutrone, esistono all'interno del nucleo e prendono parte al
maelstrom nucleare.
Noi
chiamiamo tali particelle adroni, ossia (dal greco) particelle che
partecipano all' « interazione forte ».
Altre particelle, come l'elettrone, non sono
normalmente implicate nell'attività che ha luogo nel nucleo ma rimangono
isolate dall'attività che vi ha luogo.
Chiamiamo tali particelle leptoni, ossia (dal greco)
particelle soggette alla sola
“
interazione debole ".
I
fisici hanno un pregiudizio particolarmente forte sulla natura:
essi sono convinti che, nella sua realtà profonda, la
natura sia semplice.
Man
mano che si scoprivano nuove particelle « elementari» subatomiche, però, le
cose sembravano complicarsi sempre più.
I
fisici contarono almeno quattro famiglie di particelle di gauge (il fotone,
altre particelle chiamate bosoni W e Z, il gluone e il gravitone) e sei
diversi leptoni (l'elettrone, le particelle mesone mu e mesone tau, più i tre
neutrini - elettronico, muonico e tauonico - associati a queste
particelle), oltre a centinaia di adroni diversi turbinanti all'interno del
nucleo. Ma centinaia di particelle non possono essere tutte elementari, giacché
in tal caso sarebbe violata la convinzione centrale dei fisici che la
natura debba essere semplice.
Quando, verso la fine degli anni sessanta, vennero
in luce tipi di regolarità fra le centinaia di adroni, gli scienziati si resero
conto che gli adroni non sono essi stessi elementari, ma sono in realtà
collezioni di cose ancor più elementari.
Noi
oggi chiamiamo questi componenti più elementari «quark» (il termine deriva
da un verso citato nel romanzo di James Joyce Finnegan's
Wake).
Alla fine i fisici poterono tirare un respiro di
sollievo collettivo.
L'idea del quark è semplice: esistono solo sei tipi
diversi di quark, e configurazioni diverse di questi sei componenti
semplici compongono tutte le centinaia di adroni, proprio come i mattoni
possono essere combinati per costruire una varietà infinita di edifici.
Il
protone e il neutrone, per esempio, sono composti ciascuno da tre
quark.
I
sei tipi di quark (o «sapori», per usare l'espressione fantasiosa dei fisici)
compaiono in tre coppie, con i seguenti nomi: su (uP) e giù (down), strano
(strange) e incanto
(charm), basso (bottom) e alto (top). Particelle
contenenti i primi cinque sapori di quark sono state osservate in
laboratorio, mentre è attualmente in corso una ricerca di particelle
contenti il quark «alto ».
Così, in definitiva, ogni cosa è composta da quark e da
leptoni. I quark si combinano a formare adroni, e gli adroni si combinano a
formare nuclei di atomi. Gli elettroni (che sono leptoni) si muovono in orbite
specifiche attorno a nuclei a formare atomi, e gli atomi si uniscono a formare
tutto il numero infinito di cose che vediamo attorno a noi. Dopo un millennio e
mezzo di tentativi per rispondere alla domanda «Che cos'è la materia? », molti
fisici credono che siamo vicini alla risposta finale, che abbiamo sollevato
l'ultima squama della cipolla cosmica. Il tempo ci dirà se hanno
ragione.