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http://www.ibeans.it/ di Pippo Panascì
Rif. “La scienza per tutti “ Autori: Robert M.Hazen – James
Trefil
Edizione CDE Spa Milano su
licenza Longanesi & C
La fissione
Si parla di fissione quando un nucleo si rompe in due o
più frammenti. Di solito la somma delle masse dei frammenti è maggiore della
massa del nucleo originario. Ne consegue che di norma per rompere il nucleo si
deve fornire energia. come un boscaiolo deve fornire energia a un'ascia per
tagliare un tronco.
A volte, però, la somma delle masse dei frammenti è
inferiore alla massa del nucleo originario. In questo caso durante la fissione
si libera energia, che di solito viene c"hiamata «energia nucleare ». Il
più familiare fra i nuclei che forniscono energia quando si rompono è un
isotopo dell'uranio detto uranio-235 con 92 protoni e 143 neutroni). Questo
isotopo costituisce meno dell'l per cento dell'uranio presente in natura
(la forrma più comune è l'uranio-238). Se un neutrone, in lento movimento,
collide con uranio-235, il nucleo si rompe in due frammenti uguali e in due o
tre neutroni. La somma di queste masse è inferiore a quella del nucleo
originario, e la differenza di massa viene convertita nell'energia di moto dei
frammenti. Quest'energia, infine liberata sotto forma di calore, viene usata per
far funzionare reattori nucleari commerciali e produrre elettricità, forse anche
l'elettricità che fornisce la luce da te usata in questo momento per
leggere questo libro.
Mentre leggi, degli atomi di uranio stanno morendo
per fornirti la luce.
Il cuore di un reattore nucleare è il nocciol,o un
grande contenitore in acciaio inossidabile che contiene varie centinaia di
elementi di combustibile. Questi cilindretti di uranio sottili come matite,
ricchi dell'isotopo uranio-235. sono separati fra loro da un liquido, detto
moderatore (di solito acqua) i cui atomi entrano in collisione con
neutroni e li rallentano. Quando si verifica una fissione in un elemento di
combustibile, i neutroni veloci che ne escono vengono rallentati
nell’acqua, dopo di che entrano in un altro elemento e causano altre
fissioni.
Queste fissioni producono ciascuna due o tre neutroni
propri, ciascuno dei quali può proseguire il processo
e causare altre fissioni in altri elementi di
combustibile. Gli scienziati chiamano questa proliferazione di collisioni una
reazione a catena, della quale si può regolare il ritmo abbassando fra i
cilindretti di combustibile elementi di controllo costituiti da materiali capaci
di assorbire neutroni.
I reattori nucleari comprendono
un nocciolo con elementi di combustibile nucleare radioattivo. Reazioni nucleari
a catena in questo combustibile riscaldano una camicia d'acqua circostante che
converte calore in vapore.
Il vapore, a sua volta, aziona un generatore elettrico
L'energia dei frammenti di
fissione riscalda l'acqua, la quale viene pompata fuori del nocciolo. In
un'altra parte dell'impianto questo calore produce vapore che fa funzionare
una turbina; l'energia termica così convertita in energia meccanica va a un
generatore convenzionale che produce elettricità.
Un
reattore nucleare differisce dunque da una centrale termoelettrica a carbone o a
nafta solo nel modo di produrre calore. Una volta prodotto il vapore, tutto il
resto è uguale.
L'aspetto del reattore nucleare
che richiama più spesso su di sé l'attenzione dell'opinione pubblica è la
possibilità di incidenti: i nomi di Three Mile Island e di Cemobyl evocano
visioni di incubi radioattivi. Gli incidenti più gravi con reattori
nucleari - che sono per fortuna anche i più improbabili implicano la
perdita del liquido che separa gli elementi di combustibile. (A Three Mile
Island una pompa difettosa pro dusse una perdita parziale.)
Un reattore non può esplodere
come una bomba perché, una volta andato perduto il liquido moderatore, i
neutroni non vengono più rallentati e le reazioni a catena si fermano.
Il nocciolo del reattore è però
ancora caldissimo, sia nel senso termico sia in quello nucleare, e il
calore può cominciare a far fondere il metallo nel nocciolo.
La « sindrome cinese» - un
combustibile nucleare così caldo da aprirsi la via, fondendo la massa terrestre
interposta, fino alla Cina - è un riferimento esagerato a tale fusione
termica del metallo. In realtà il combustibile nucleare non diventa mai così
caldo da penetrare nella Terra per un tratto degno di nota, fondendo i materiali
che incontra.
A Three Mile Island, dove, come
in tutte le centrali nucleari americane, il reattore è alloggiato in un edificio
di contenimento di cemento armato, la fusione parziale condusse a una fuga
molto limitata di materiale radioattivo nell'ambiente. A Cernobyl, dove il
reattore era separato dall'ambiente da finestre di vetro, le conseguenze
furono molto più gravi.
Il problema che si pone a noi
tutti è se, come società, siamo disposti ad accettare i rischi (dichiaratamente
piccoli)
associati alla potenza nucleare
in cambio dei vantaggi dell'elettricità generata da reattori. Non è un
problema scientifico, bensì un problema di valori: di valutazione del rapporto
costibenefici. Per prendere una decisione, però, ogni cittadino dovrebbe
conoscere alcuni fatti fondamentali sui reattori e la
radioattività.
La
fusione
La fusione si verifica quando
due nuclei atomici più piccoli si uniscono a formare un singolo nucleo più
grande. Come nel caso della fissione, a volte accade che la massa del prodotto
finale della fusione sia inferiore alla somma delle masse degli ingredienti che
lo compongono. In questo caso il processo di fusione può produrre energia. Il
Sole e altre stelle generano la loro energia per fusione, in un processo in cui
quattro protoni (i nuclei di quattro atomi di idrogeno) si
uniscono.
La fusione dell'idrogeno a
formare elio produce una potenza esplosiva ancora maggiore e viene usata
nella bomba a idrogeno. Le bombe H sono innescate da bombe atomiche, le quali
forniscono il calore e la compressione necessari per dare inizio alla fusione
nucleare. Le bombe a idrogeno liberano quindi lo stesso tipo di energia del
Sole. Le bombe atomiche non possono superare di molto una massa critica, mentre
non c'è quasi limite alle dimensioni di una bomba a idrogeno. Quanto maggiore è
la quantità di idrogeno che esplode in una bomba nucleare, tanto più potente
sarà l'esplosione.