Il pap test
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Troppe
donne perdono inutilmente la loro vita perché non effettuano un semplice esame di prevenzione: il pap test. Questo test consente la diagnosi
precoce dei tumori nell'endometrio e della cervice
uterina; fu elaborato nel 1943 dal biologo statunitense di
origine greca G. Papanicolau e da lui prende il
nome.
Negli
Stati Uniti dalla sua introduzione (1955) ha consentito una drastica riduzione
(74%) del cancro del collo dell'utero. In Italia purtroppo non è così diffuso e
apprezzato fra le donne e si può stimare un ritardo rispetto agli USA di almeno
dieci anni. Il motivo di questo ritardo è sostanzialmente la disinformazione;
infatti due sono i problemi che bloccano la diffusione
del pap test:
a)
la convinzione erronea che sia un esame doloroso, un vero e proprio intervento
chirurgico.
b)
il timore (anche qui infondato) che possa dare esiti non controllabili e
definitivamente negativi. In realtà il pap test non dà
mai un esito scontatamente pessimistico.
Infatti
se le lesioni sono allo stadio iniziale regrediscono spontaneamente nell'80% dei
casi, se è presente il papilloma virus si curano le
lesioni. Di papilloma virus ne
esistono oltre cento tipi, ma pochi sono quelli pericolosi; solo cinque o
sei (dei trenta tipi che causano problemi all'apparato genitale) possono
sviluppare il tumore: il virus penetra nelle cellule del collo dell'utero, vi
inserisce il proprio DNA, rendendole in grado di moltiplicarsi in modo abnorme.
Da ricerche condotte negli Stati Uniti solo il 25% della popolazione non è mai
stata colpita dal virus, il 60% ha contratto l'infezione e l'ha vinta, mentre
per il rimanente 15% il virus è ospitato permanentemente.
Le
lesioni pretumorali rilevate con il pap test sono suddivise in tre categorie: CIN1, CIN2, CIN3.
Per le prime basta eseguire controlli ravvicinati, per le
seconde si esegue una colposcopia (esame del
collo uterino) per verificare esattamente il tipo di lesione. Per le CIN3 si
asporta una parte del collo dell'utero (con un intervento detto di conizzazione per la forma conica dell'incisione
praticata); solo nei casi, invero rari, di carcinoma invasivo si asportano ampie
porzioni di utero. Il test in genere viene effettuato una volta all'anno (anche se per categorie
non a rischio l'orientamento attuale prevede un periodo più lungo), a partire
dai venticinque anni d'età.
Ulteriori
informazioni nel sito: http://www.vitadidonna.it/.