La glicemia

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La glicemia può essere definita banalmente come concentrazione di glucosio nel sangue. È un parametro molto importante per il medico, ma lo è anche per lo sportivo. In genere lo sport consente di mantenere una glicemia verso la parte bassa dell'intervallo di normalità e ciò è molto importante perché avere una glicemia normale, ma tendente a valori medio-alti aumenta il rischio di molte patologie, non ultime i tumori.

Cosa dice la scienza - È regolata da un complesso di meccanismi neurormonali e metabolici che ne impediscono forti oscillazioni in difetto o in eccesso. Aumenta nei soggetti diabetici e si abbassa nel digiuno prolungato. Se l'apporto di glucosio con le scorte è insufficiente, la glicemia si abbassa (ipoglicemia) e inizia a manifestarsi la sofferenza cerebrale con capogiri e senso di spossatezza. Se il glucosio scarseggia e non c'è sufficiente apporto di carboidrati, il fegato sintetizza glucosio da proteine e da lipidi con un processo denominato gluconeogenesi. Tale processo provoca però un eccesso di urea (con sovraccarico renale) e un accumulo di corpi chetonici (scorie provenienti dall'utilizzo degli acidi grassi) con conseguente acidosi.

Il controllo della glicemia da parte dei carboidrati dipende dal loro indice glicemico, cioè dalla velocità con cui aumenta la glicemia in seguito all'assunzione di 50 g del carboidrato sotto esame. L'indice è espresso in termini percentuali, rapportandolo alla velocità di aumento con la stessa quantità di glucosio (indice pari a 100): un indice glicemico di 50 vuol dire che l'alimento innalza la glicemia con una velocità che è la metà di quella del glucosio.

Il livello del glucosio nel sangue è controllato dall'insulina: un'assunzione di carboidrati produce un aumento della glicemia e innesca il rilascio dell'insulina che riequilibra la situazione.

Il picco insulinico è tanto maggiore quanto più alto è il carico glicemico dei carboidrati assunti. Il valore della glicemia a digiuno varia dai 60 ai 110 mg/dl; a due ore dal pasto tale valore può salire anche a 140 mg/dl (glicemia postprandiale). Per valutare l'andamento medio della glicemia si utilizzano altri esami come la valutazione dell'emoglobina glicosilata (dà un'indicazione su un periodo di otto settimane precedenti il prelievo) o della fruttosamina (una o due settimane precedenti il prelievo).

Come si misura - Ovviamente basta un prelievo di sangue; chi, come i diabetici, ha la necessità di monitorarla spesso può ricorrere a kit di misurazione che usano diverse tecniche. La più tradizionale è quella che sfrutta l'analisi di una goccia di sangue prelevata con una puntura sul polpastrello (in alternativa sull'avambraccio, meno dolorosa). È possibile anche un monitoraggio in continuo con un ago sottocutaneo. Esistono anche orologi-sensori che, aderendo alla pelle, valutano la concentrazione di glucosio nel sangue.

Perché è importante per l'atleta - Il meccanismo carboidrati-glicemia-insulina è fondamentale per la comprensione di come viene utilizzata l'energia introdotta nell'organismo con i carboidrati. Si veda l'articolo Perché si ingrassa per capire esattamente perché:

a) un'assunzione eccessiva di carboidrati fa ingrassare

b) non si devono assumere carboidrati quando l'organismo ne ha già una scorta sufficiente (pena il loro non utilizzo ottimale), come appena prima di una gara (alla quale si suppone l'atleta arrivi riposato)

c) conviene assumere invece carboidrati ad alto (o medio-alto) indice glicemico per ripristinare più velocemente le scorte dopo una prestazione fisica di notevole intensità.