Il Mito del Vampiro
di Stefano
Sterbini
Introduzione
Il Vampiro, il Signore della
Notte, il Blautsauger, il Re dei Non Morti, il Nosferat, tutti termini
sinonimici di un unico essere le cui origini affondano le proprie radici
nell’umano ancestrale terrore del ritorno dei morti nel mondo dei vivi. Il
Dracula di Bram Stoker o, ancor prima, il Vampiro di Polidori sono solo le
espressioni letterarie di una serie di testimonianze di casi di vampirismo
verificatisi a cavallo del secolo XVII e XVIII, in principal modo, nelle terre
dell’Europa Orientale. Per comprendere a fondo la figura del Vampiro è
necessario sganciarsi dallo stereotipo letterario che ce lo descrive come un
essere dalle nobili origini, avvolto in un mantello nero come la pece, dal viso
pallido ed emaciato sul quale spiccano un paio di canini paurosamente sporgenti
e affilati, un diabolico essere in grado di trasformarsi in lupo o pipistrello
ma, soprattutto, un essere incapace di riflettersi nello specchio; il Vampiro,
nelle sue forme più arcaiche, pur condividendo con il Conte di Transilvania
alcune caratteristiche peculiari, è ben distante dalla descrizione fattaci da
Stoker.
Origine del termine "Vampiro"
La parola "Vampiro", in quanto
redivivo e succhiatore di sangue, entra nel nostro vocabolario soltanto nel
XVIII secolo grazie allo scrittore Polidori che con il suo racconto "Il Vampiro"
diviene il precursore di un’ importante tradizione letteraria tutta dedicata al
Signore della Notte. A dire il vero, l’etimologia di questa parola non è ben
chiara anche se alcuni filologi propendono per una sua origine slava e, più
precisamente, lituana.La parola appare, infatti, formata dalla radice –pi
"mago,stregone" e dal verbo lituano "wempti" che significa "bere, succhiare". Ma
tutto ciò appare ancora immerso nel mistero più fitto…
Definizione di "Vampiro"
La tradizione classica identifica
il vampiro nello spirito di un defunto o, comunque, nel suo corpo, ritornato nel
mondo dei vivi alfine di sottrarre loro l’essenza vitale per eccellenza: il
sangue. Il sangue, sorgente di vita e veicolo della Memoria, è capace di
perpetuare l’esistenza crepuscolare dei non morti rendendoli capaci di azioni
tanto mirabolanti quanto spaventevoli. Discostandoci per un attimo da un tipo di
definizione più occulta, vogliamo citare il razionale Voltaire che, in maniera
molto ironica, abbinò il termine vampiro "a preti ed esattori delle tasse".
Chi può diventare Vampiro
Secondo la tradizione popolare le
vittime di quest’oscura e terribile trasformazione sono i morti prematuri e i
morti non battezzati, le streghe e gli stregoni, gli eretici, i morti di morte
violenta, i suicidi, soprattutto quelli non sepolti in terra consacrata, i
ladri, gli assassini, il settimo figlio di un settimo figlio ed, ovviamente,
tutti coloro che subiscono l’inesorabile morso del Re dei non morti. Ogni terra
ha, però, le sue tradizioni e, così, in Bulgaria, ad esempio, è viva la credenza
che chi nasce coi capelli rossi o chi fuma o bestemmia la domenica diventerà
Vampiro; in altri Paesi dell’Europa Orientale i neonati che, per uno strano
scherzo della Natura, nascono già con un dente si trasformeranno anch’essi in
pericolosi redivivi! Ciò che più colpisce, nel leggere un tal curioso elenco di
potenziali Vampiri, è il fatto che, tra essi, siano contemplati esseri umani che
"si arrogano" il diritto di nascere con caratteristiche fisiche fuori dal comune
e bambini che o per malattia o per altri oscuri motivi muoiono senza il
sacramento del battesimo.In sintesi, colui che contravviene alle leggi stabilite
dalla Natura o dall’uomo stesso subirà l’eterna condanna di una solitaria vita
da non morto. L’equazione Vampiro = emarginato ne è la diretta e logica
conseguenza. Secondo, però, illustri studiosi dell’Occulto è possibile
trasformarsi volontariamente in Vampiro celebrando un Rituale particolarmente
complesso denominato "Cerimoniale della Bara" i cui particolari, per ovvi
motivi, preferisco tralasciare…
La Paura dei morti
In tal contesto, per "paura dei
morti" s’intende il sacro e ancestrale terrore che l’uomo, fin dai tempi più
antichi, ha sempre nutrito nei confronti di un possibile ritorno in vita dei
defunti per tormentare la sua esistenza. In conseguenza di questo terribile
timore, già gli uomini preistorici prendevano delle precauzioni nella sepoltura
del defunto adagiandolo prono in modo che, se si fosse risvegliato dal sonno
eterno, non avrebbe ritrovato la strada per tornare sulla terra ma si sarebbe
incamminato dalla parte opposta; presso alcune tribù indigene della Nuova
Guinea, invece, è ancora usanza spezzare la colonna vertebrale del corpo del
defunto in modo tale da impedirgli di deambulare nel caso in cui risorga sotto
forma di redivivo. Nel corso dei millenni l’uomo ha fatto qualsiasi cosa pur di
compiacere non solo gli Dei ma anche i morti che, pur in altra Dimensione,
conducono una vita del tutto simile ai vivi condividendone bisogni e sentimenti.
Mai, dunque, dimenticarsi di loro! Nacquero, così, i Riti Misterici che
permettevano agli uomini di affrontare in anticipo la paura e i pericoli di un
futuro Viaggio nell’Oltretomba; nacquero, così, le offerte e le cerimonie
religiose per i defunti che,nel tempo, si sono perpetuate fino a costituire,
ancora oggi, una parte importante del nostro vivere quotidiano.
Il Prototipo del Vampiro : LILITH
Molti studiosi identificano il
prototipo del Vampiro in Lilith, demone assiro che, nella tradizione ebraica,
diventerà la consorte ripudiata di Adamo. Lilith, abitatrice del deserto,
perversa divoratrice di seme umano (assieme al sangue altro simbolo di Vita),
persecutrice di neonati in quanto detestava profondamente la progenie di Eva sua
sostituta presso Adamo. Nella tradizione occulta Lilith può essere allontanata
dai nomi sacri dei tre angeli Senoy, Sansenoy e Sammanglof che, dopo averla
fatta prigioniera, desistettero dall’ intento di affogarla nel Mar Rosso a patto
che lei risparmiasse i neonati nei luoghi in avesse trovato incisi i loro nomi.
Il nome "Lilith" sembra derivare dall’ebraico "laila" che significa "notte" ed è
per questo che, molto spesso, viene raffigurata sotto forma di animale notturno.
In realtà, ciò si rivela possibile per una questione meramente storica. Lilith
entra a far parte della tradizione ebraica direttamente dal mondo mesopotamico
in quanto incarnazione della lussuria e quintessenza della lascivia,
perversamente asservita a Ishtar, divinità assiro- babilonese. Lilith, nella
cultura ebraica, diventerà un diavolo del genere "succubus" ovverosia un diavolo
dalle caratteristiche espressamente femminili e capace di assorbire energia
vitale da chiunque sia così folle da congiungersi carnalmente con lei
(l’equivalente maschile è denominato "incubus"). Da Lilith dipendono le Lilin
che nottetempo succhiano il sangue dei bambini prosciugandoli completamente
della loro linfa vitale. Esse sono raffigurate in forma umana ma sono dotate di
ali. Nella tradizione assiro-babilonese s’incontrano altre divinità, associate
al vento e alle tempeste, i cui nomi si avvicinano molto a quello di Lilith :
Lilitu, Lilu e Arda Lili.
Vampiri nel mondo
Nel mondo greco e latino diverse
figure presentano tratti inequivocabilmente vampirici, ombre provenienti dal
Regno degli Inferi ove domina Ecate Tricefala Signora della Negromanzia e delle
Arti Nere. Nell’antica Grecia troviamo l’Empousa, una forma particolare di
"succubus" che, dopo essersi furtivamente introdotta nel giaciglio degli uomini
e dopo essersi congiunta con loro, li prosciuga di ogni energia procurandone la
morte. Solitamente, viene raffigurata con una gamba di bronzo e una di letame e,
secondo la tradizione, si nutre anche di carne umana; può assumere qualsiasi
forma (altra caratteristica, quindi, che condivide con il Vampiro). Eurinome,
anch’essa di origine greca, divora le carni dei cadaveri appena seppelliti
lasciandone solo le ossa mentre le Kere, nere creature alate e dai denti
particolarmente aguzzi, emergono dalle profondità degli abissi fino ai campi di
battaglia ove succhiano il sangue dei morenti o dei cadaveri.
Lamia è parte integrante del
leggendario marino; generò con Zeus parecchi figli tra i quali Scilla che,
accecata dalla gelosia, uccise alcuni dei suoi fratelli. Da quel momento, Lamia,
per l’insopportabile dolore, uscì di senno e iniziò a perseguitare e a
massacrare non solo i figli altrui ma anche i propri.
Altra figura dai tratti vampirici
piuttosto evidenti è la cosiddetta Strix. Secondo la tradizione si tratterebbe
di un uccello notturno che, nottetempo, vola sulle culle dei neonati
succhiandone il sangue e divorandone le viscere. Successivamente, il termine
"Strix" andrà a designare una donna dedita alle Arti nere e che tutti conosciamo
con il nome di " Strega".
Le Larvae, nell’antica tradizione
latina, sono entità disincarnate di natura essenzialmente malvagia che si sono
macchiate in vita di orrendi crimini e sono stati condannati a una fine tragica
e orrenda; tornano sulla terra dei vivi per pura vendetta.
I Lemures, invece, sono spiriti
di defunti , morti di morte violenta e meno paurosi delle Larvae, che risorgono
per tormentare l’esistenza dei mortali.
Alcuni studiosi collocano anche
le Sirene nel novero dei possibili antenati dei Vampiri. E’ da rilevare che, in
origine, questi mostri venivano raffigurati per metà del corpo in sembianze
femminili mentre per l’altra metà in forma di uccello dotato di pericolosi
artigli( la similitudine con le Arpie è davvero notevole). Le Sirene attendevano
le loro vittime, di solito incauti marinai, su rigogliose e splendide isole
ammaliandoli con il loro ipnotico canto quando, principalmente nelle ore
notturne, essi erano in balia di sogni erotici. Le Sirene, infatti, erano
creature ingorde di sperma e di sangue.
Il folclore, e non solo quello
europeo, appare assai ricco di esseri e creature vampiriche che assumono
peculiarità e nomi diversi a seconda della tradizione alla quale appartengono.
In Romania troviamo i Moroi,
neonati morti senza battesimo; gli Strigoi, invece, sono esseri in cui sono
innestati due cuori e vari elementi animali; i Nosferat sono figli illegittimi
di genitori anch’essi illegittimi in grado di assumere sembianze animali.
Nella Regione della Valacchia
vive una specie di cane mannaro, il Priccolitch, che, per mantenersi eternamente
giovane si limita a succhiare il sangue agli animali domestici. In Moldavia,
invece, si riscontra la presenza del cosiddetto Drakul, inquieto spirito di uno
scomunicato. In Germania incontriamo l’Alp, diavolo del tipo "incubus" e quindi
dalle caratteristiche prettamente maschili, che, sotto forma di farfalla, si
poggia, nottetempo, sul petto della dormiente assorbendone la linfa vitale; il
Nachzerer è una specie di spirito vampiro che vive nei cimiteri e trascorre la
maggior parte del tempo a masticare non solo il proprio cadavere ma anche quello
altrui; il Blautsauger è un corpo privo di ossa e completamente ricoperto di
peli che vampirizza le proprie vittime costringendole a ingerire la terra della
propria tomba. In Grecia esistono dei vampiri chiamati Brucolachi mentre in
Albania troviamo i Vukodlak e i Liugvat. Spostiamoci, ora, fuori Continente fino
ad arrivare in Estremo Oriente. In Cina troviamo i cosiddetti Chiang Shih,
spiriti capaci di dar vita ai cadaveri e di plasmarsi un nuovo corpo con
frammenti di ossa e altre parti di corpi decomposti. In Indonesia incontriamo i
Langsuir, donne morte di parto che si manifestano vestite con un abito verde,
neri capelli lunghi fino alle caviglie e artigli affilati. Queste orrende
creature succhiano il sangue ai bambini tramite una fessura situata sul collo e,
secondo la tradizione, per ucciderle è necessario infilarne i capelli nella
fessura e tagliar loro le unghie. In Malesia abitano i Polong, vampiri
artificiali creati con la magia e grandi come la punta di un mignolo. Si
introducono nel corpo degli uomini portandoli rapidamente alla follia. In India
ricordiamo i Vetala e i Rakshasa. Ma anche l’Africa ha le sue storie di vampiri
i cui principali protagonisti sono i Kinoly e i Mutala che possiedono la qualità
di sapersi trasformare in feroci leopardi. Spostandoci ancora nelle Americhe, in
Cile troviamo i Chon-Chon mentre, anticamente, presso gli Atzechi era nota la
figura dei Ciuapipiltin. Da questo rapido excursus sulle forme vampiriche nelle
diverse tradizioni e culture evinciamo alcuni aspetti peculiari della figura del
Vampiro così come la conosciamo noi:
1) Tutti sono defunti ritornati
in vita per tormentare l’esistenza dei mortali
2) Tutti si nutrono di sangue o
di sperma (Simboli per eccellenza dell’Energia Vitale)
3) Tutti o quasi sono in grado di
trasformarsi, come il Vampiro, in diversi animali
Come riconoscere un Vampiro
Un’epidemia di vampirismo
verificatasi nel XVIII secolo in alcuni villaggi della Serbia permise a molti
illustri medici e connestabili della zona di stabilire con precisione le
caratteristiche fisiche di un vero Vampiro. I sepolcri nei quali riposavano i
presunti vampiri furono scoperchiati e, tra lo stupore generale, si scoprì che
ogni corpo presentava i segni inequivocabili del Male; a tal proposito esistono,
ancora oggi, documenti firmati da integerrimi medici dell’epoca che attestano la
scoperta di questi inquietanti casi. Ecco, quindi, punto per punto tutto ciò che
fu scoperto dopo un attento esame dei cadaveri:
1) Il corpo non presentava alcun
segno di decomposizione
2) Dalla bocca fuoriusciva un
lieve rivolo di sangue
3) Il corpo appariva florido e
pasciuto come dopo un lauto pasto ( a dispetto dell’abnorme magrezza del Conte
Dracula)
4) Unghie e peli, anche se di
poco, parevano essere cresciuti
5) In alcuni casi, all’apertura
della bara, il corpo veniva trovato in posizioni innaturali e la parte inferiore
del coperchio del sarcofago pareva inciso da numerosi graffi come se una
violenta e distruttiva forza avesse tentato di uscirne
A ciò si assommavano altri fatti
davvero curiosi :
1) Un male misterioso e mortale
si era diffuso in tutte le case che si trovavano nei pressi della dimora del
presunto vampiro
2) Alcune persone, colpite dal
letale morbo, affermarono, prima di esalare l’ultimo respiro, che lo spirito del
defunto, ormai additato da tutti come l’unico e vero colpevole, era apparso loro
con propositi assai minacciosi
Da questa serie di elementi
inconfutabili ne sortì un’unica e sentenziosa conseguenza : il corpo nella bara
non era quello di un essere umano qualsiasi ma di un Vampiro in carne e ossa! Il
cadavere venne, quindi, decapitato e bruciato nella speranza che ciò potesse
servire a liberare il villaggio dal Male aiutando, così, anche lo spirito del
defunto a ritrovare la pace di un eterno riposo. Pochi anni dopo fu pubblicato
un interessantissimo trattato dal titolo "Dei redivivi di Moldavia e
d’Ungheria…" dell’abate francese Calmet che, pur convinto dell’esistenza di
fenomeni soprannaturali, fu uno dei primi a tentare di offrire una spiegazione
scientifica a questi mirabolanti casi di vampirismo. Egli, infatti, avanzò
l’ipotesi che i numerosi casi di improvvise quanto inspiegabili morti potessero
essere determinate da un morbo non ancora conosciuto alla scienza ufficiale.
Egli affermava che, in realtà, il presunto Vampiro altri non era che una persona
che, per sua grande sfortuna, si era ammalata del morbo prima di ogni altra
diventando, agli occhi di tutti, unico responsabile dell’imperversante Male. Per
il nostro abate era, quindi, solo una vittima innocente…Altri studiosi, alla
luce di nuove scoperte scientifiche, pensarono bene di confutare i sistemi
superstiziosi con cui venivano esaminati i numerosi casi di vampirismo e ne
trassero interessanti deduzioni che, ora, andrò ad elencare e che vanno
comparate con quelle utilizzate, invece, per avvalorare il fenomeno del
vampirismo :
1) Il corpo, apparentemente non
decomposto, in realtà aveva subito, a causa del tipo di terreno in cui era stato
sepolto e di particolari condizioni climatiche, solo un rallentamento dei
processi disgregativi
2) Anche dopo alcuni giorni dalla
morte i liquidi interni al corpo sono caratterizzati da una certa fluidità
3) La dilatazione della zona
addominale che darebbe al cadavere un aspetto particolarmente florido e pasciuto
non sarebbe determinato da un pasto a base di sangue appena consumato dal
Vampiro ma dallo sprigionamento interno di gas di decomposizione
4) Unghie e peli hanno la
caratteristica di crescere ancora alcuni giorni dopo il decesso
5) Si verificavano, alcune volte,
casi di morte apparente con la conseguenza che chi veniva chiuso in maniera
troppo affrettata dentro una bara, una volta ridestatosi e resosi conto della
situazione avrebbe fatto di tutto per uscirne…
Sta a voi, cari lettori, magari
dopo aver consultato un esperto in materia medica, se scegliere l’una o l’altra
versione….
Se, però, non siete totalmente
sicuri che quel sepolcro nel cimitero della vostra città ospiti il corpo di un
Vampiro, allora, procuratevi un cavallo nero e state sicuri che se quella è la
tomba giusta vi si fermerà proprio sopra….
Come difendersi da un vampiro
I sistemi di autodifesa dai
vampiri sono conosciuti davvero a tutti : crocefissi, collane d’aglio, acqua
santa e altri curiosissimi amuleti. La croce sembra il sistema più efficace per
difendersi dalle aggressioni dei Vampiri ma la domanda sorge spontanea:" E se mi
trovo a fronteggiare un Vampiro cinese? Cosa devo fare? Mostrargli un piccolo
Buddha in peltro?" Il problema, a dire il vero, non è il tipo di oggetto che si
utilizza ma il come si utilizza, la Fede che si può riporre nell’uso di quel
determinato oggetto non disgiunta dalla ferma Volontà di allontanare il Male.
Per quel che riguarda l’aglio, invece, la sua virtù antivampirica consiste nel
fatto che, da tempo, viene considerato, a livello alimentare, come un adeguato
antiparassitario e peggiori parassiti dei Vampiri crediamo di non averne mai
conosciuti. Per quel che concerne l’acqua santa vale lo stesso discorso del
crocefisso. Lo specchio è particolarmente detestato dal vampiro poiché
quest’oggetto cattura solo le immagini di cose realmente esistenti mentre il
Signore della Notte, sospeso in una dimensione limbica tra sogno e realtà, non
può entrare a far parte di questa categoria di enti. Lo specchio diventa,
quindi, il mezzo attraverso il quale il Vampiro prende coscienza del suo non
esistere e, quest’amara rivelazione, lo rende cieco di rabbia e dolore fino a
farlo fuggire.
Come uccidere un Vampiro
Visto e considerato che un
Vampiro non può essere salvato, in alcun modo, dalla sua maledizione si dovrà
procedere con un sistema molto drastico : l’uccisione. Il metodo più conosciuto
consiste nel conficcare un paletto di frassino nel cuore del Vampiro fino a
spaccarlo in due ma attenti a non farvi colpire dal fiotto di sangue che copioso
sgorgherà dal corpo del non morto! Potreste rimanerne contaminati e, anche a
voi, toccherà seguirne la stessa sorte! Vi trasformerete in Vampiri! Ma perché
proprio il frassino e non il ciliegio o il castagno o un altro albero qualsiasi?
Perché nella tradizione esoterica il frassino è, per eccellenza, l’albero
ascritto al pianeta Sole e per dissolvere le tenebre del Male, incarnate dal
Succhiasangue per eccellenza, serve la Luce dell’astro dorato; ed è proprio la
luce diretta del Sole a costituire il secondo metodo di eliminazione del
Vampiro. Molti altri hanno preferito metodi più comuni quali la decapitazione e
la carbonizzazione del corpo mentre altri ancora hanno preferito annegare il
Vampiro nell’acqua, altro elemento purificatore. Se, però, non riuscite a
trovare il coraggio di un’azione così diretta, il nostro consiglio è di mettervi
in cerca del Dampiro e di farvi aiutare da lui. Il Dampiro, creatura nata
dall’amplesso di una donna umana con un Vampiro, è in grado, grazie ai suoi
sensi particolarmente affinati, di scovare il Vampiro e di ucciderlo.
Due illustri "Vampiri"
La storia ci ha fatto conoscere
due inquietanti personaggi che, per la loro ferocia sanguinaria e le loro
diaboliche perversioni, sono entrati di diritto nel grande Clan dei Vampiri :
Vlad Tepes detto l’Impalatore, alla cui figura Bram Stoker s’ispirò per la
stesura del suo "Dracula", e la Contessa Erszebeth Bathory vissuta in Ungheria a
cavallo tra i secoli XVI e XVII così come Vlad. A Vlad dedicherò presto una
monografia completa mentre, per quel che riguarda l’oscura Contessa ne traccerò
in breve la raccapricciante storia. Molto spesso il marito di Erszebeth, un
fiero comandante di guarnigione, si allontanava dal castello per raggiungere
lontani luoghi di battaglia lasciando, così, la moglie in balia di apatiche
giornate. La Contessa, giusto per trascorrere il tempo in maniera meno noiosa,
decise, un giorno, di sottoporre le proprie domestiche ad ogni sorta di sevizie.
La Contessa era anche preda della paura di invecchiare visto che le prime
orribili rughe cominciavano a solcarle il giovane viso .Un giorno, mentre era
intenta a frustare una delle sue domestiche, alcuni schizzi di sangue la
colpirono e le sembrò che la pelle, proprio in quei punti, ne avesse tratto un
certo giovamento. Fu così che decise di mettere in atto il suo piano criminoso
che la spinse a perpetrare più di seicento delitti per procurarsi il sangue
necessario per impacchi e bevande miracolose. Per sua grande sfortuna, fu ben
presto scoperta dal cugino che la fece rinchiudere nella torre più alta del
castello. Mori alcuni anni più tardi folle e dimenticata anche dalla sua stessa
giovinezza….
Conclusione
…la vita di un Vampiro non è meno
preziosa dell’esistenza di un uomo che, dimenticato dagli altri uomini, da Dio e
dal Diavolo stesso, giorno dopo giorno, al sorgere del Sole, spalanca la bocca
per urlare "Anch’io esisto!!"
sito del mistero