Custoditi in
Vaticano documenti sui particolari della missione del grande
navigatore
Ma chi aiutò Colombo
C’è chi assicura: "Papa
Innocenzo VIII"
di Manlio
Triggiani
Ma è certo che furono i reali
di Spagna a finanziare il viaggio di Cristoforo Colombo per scoprire l’America?
Non si è trattato di una iniziativa del Papa di allora, Innocenzo VIII? E’ un
giallo: pare che qualcuno, nel Vaticano, sapesse della presenza del continente
americano già prima della scoperta. Del resto, custoditi nel Vaticano, ci
sarebbero documenti che potrebbero chiarire ogni passo della missione e anche
chi l’avrebbe ispirata.
Pio IX, il 10 dicembre del
1851, infatti disse: "Quando saranno noti quei documenti che riguardano parte
del nuovo mondo scoperto da Cristoforo Colombo, apparirà con la più grande
certezza che lo stesso Colombo intraprese il suo eccellente piano per impulso e
l’aiuto di questa sede apolica". Una dichiarazione e lascia molti interrogativi.
Qualcuno di questi, del resto, ha cominciato a far capolino sui giornali proprio
nel 1992, ricorrenza dei cinquecento anni della scoperta dell’America. Ruggero
Marino, in un libro, Colombo e il Papa tradito dimostrò, sulla base di
documenti, che ll vero sponsor del viaggio di Colombo non fu la regina di
Spagna, bensì il Papato.
E’ strano, però, che un fatto
considerato di dominio pubblico cinquecento anni fa, sia stato rimosso, lasciato
cadere, accreditando il merito ai reali di Spagna. Di certo, c’è che il
revisionismo storico è una grande possibilità per capire come davvero la storia
sia andata e non come è stata raccontata in un primo momento o, come nel caso di
Colombo, occultata. Qualcosa è circolata in merito a questa tesi nel 1992, da
parte cattolica, proprio per difendere l’operato del Papato e la "santità" di
Colombo dalle accuse di essere un cinico profittatore. Infatti, secondo fonti
francescane, riportate in un loro Annuario uscito in concomitanza dei
festeggiamenti per i cinque secoli di scoperta dell’America, Colombo sarebbe
stato un frate laico francescano e la Chiesa avrebbe avviato una causa di
santificazione. Ma in realtà, di questa cosa non se ne sa nulla. Anche alla
Congregazione per le cause dei santi ignorano il fatto. I1 cardinale Donnet, a
metà ottocento, in un documento, sottolineò che Colombo prima di offrire il
progetto del viaggio a qualche governo, lo sottopose al Sovrano Pontefice. Non
solo: in un altro documento, Leone XIII affermò che "Colombo è l’uomo della
Chiesa".
Insomma, dai documenti emersi
negli ultimi anni (e quanti altri ce ne saranno nel Vaticano...) sembra proprio
che Colombo si basasse su un’appassionata fede missionaria, che i finanziamenti
e l’appoggio morale derivassero dal Papato. Oltre l’appoggio politico
determinante in Spagna e la protezione dall’Inquisizione spagnola. La finalità,
per la Chiesa, era di ricavare dall’impresa fondi ingenti per liberare la Terra
santa in Palestina dagli infedeli.
Ma non è tutto: secondo queste
fonti, furono i francescani a fornire anche i presupposti scientifici
all’impresa. Infatti, i parla di documenti noti solo una ristrettissima cerchia
di persone nel Vaticano.
Del resto, un altro
francescano, Raimondo Lullo, nel Duecento, sulla base di uno studio elle maree,
concluse (nel suo Quodlibeta) che "l’Oceano oltre le colonne d’Ercole (lo
stretto di Gibilterra, ndr), poggia anche su un altro continente che non vediamo
e non conosciamo fino a oggi". E’ anche strano, a dir poco, che il cardinal
Cusano, sul letto di morte, trent’anni prima della scoperta dell’America,
parlasse di Colombo e del nuovo continente. In realtà, innanzitutto sarebbero
stati sottovalutati gli importanti studi effettuati dagli antichi greci: dai
calcoli di Eratostene sulla circonferenza della terra, alla cosmologia
eliocentrica di Aristarco di Samo, fino alla teoria di Ipparco sulla
gravitazione. Conoscenze scientifiche eclissatesi con la distruzione della
biblioteca di Alessandria e solo nel Medioevo ricomparse perché conservate dagli
ebrei e dagli arabi. Conoscenze che i francescani, quelli che vivevano in Terra
santa, passarono ai Crociati e ai Templari. Da lì giunsero alla corte dei Medici
a Firenze e alla corte spagnola. Del resto, proprio Papa Innocenzo VIII
raggruppava in sé tutte conoscenze: la sua famiglia genovese aveva vissuto a
lungo a Rodi, con antenati crociati e forse ebrei, ed era imparentato con i
Medici. I finanziamenti per la spedizione sarebbero arrivati da Firenze e da
Roma. Papa Innocenzo VIII morì e al ritorno dall’America, sul seggio papale
c’era lo spagnolo Borgia che si affrettò a conferire alla corona spagnola il
merito della scoperta. Da quel momento, per Colombo, ci furono solo persecuzioni
e isolamento, contrariamente a quanto avvenuto fino a prima della
partenza.
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